Edicole senza gratta e vinci: «Troppi si rovinano»

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Posted on: 10/06/16
Perdono più o meno duemila euro al mese, forse qualcosina in più. Hanno scelto loro di rinunciarvi, sono contenti e non cambieranno idea. A loro preme altro. «Mi dispiacerebbe se prendessi quei soldi», spiega Francesco De Vita. E «non voglio indurre le persone a spendere e rovinarsi la vita con queste cose ' dice Monica Di Rienzo ', ne va della mia coscienza». Sono i titolari delle due edicole a Benevento che proprio non vogliono vendere 'gratta e vinci' e nemmeno installare nei loro esercizi le slot machine.
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Meglio così. I rappresentanti delle lotterie istantanee e quelli delle macchinette li hanno contattati, però non c'è stato verso di convincerli: «Non fa niente perdere soldi, non importa, il Signore ci dà comunque la possibilità di star bene e quindi va bene così», aggiunge Monica. «I rappresentanti fanno il loro lavoro, ci mancherebbe, io faccio il mio. E preferisco rinunciare a un guadagno», continua Francesco. Nella sua edicola arriva un papà con due bambini piccoli.


«Ho visto spender troppi soldi». Sabato scorso sono stati due anni che Francesco ha rilevato l'edicola. Racconta come «prima di prendere l'attività ho girato molto e visto tanta gente che, diciamo, spendeva molti soldi in quel modo...», perciò non vuol saperne. La sua edicola è nella parte alta di Benevento, in viale Mellusi. Chi entra, saluta affettuosamente.


«Non rovino vite». Quella di Monica da queste parti è storica, la sua famiglia la gestisce da più di mezzo secolo ed è su viale Principe di Napoli, il corso principale beneventano, nemmeno troppo lontana da una grande sala giochi: «Mi sento a posto perché so che così non rovino la vita di tante persone ' dice lei '. Anche mio padre non ha mai voluto vendere 'gratta e vinci', né mettere le slot». Nel frattempo proprio suo padre, che annuisce, è dietro il bancone di giornali e riviste e serve i clienti.


«Assolutamente mai». Giurano che non cambierebbero, anzi che non cambieranno, idea. «No, no, assolutamente», garantisce (e ripete) diverse volte Francesco. «Assolutissimamente no, è una cosa che non farò mai», giura Monica. Ribadendolo: «Voglio che la mia coscienza resti a posto».


Nuova coscienza. Terranno duro anche perché non sono soli in questa scelta. La Caritas beneventana ha lanciato la sua campagna ' No slot' e pian piano arrivano anche i risultati, che riguardano quella parola appena pronunciata da Monica. «Vorremmo che si crei una coscienza anche da parte dei rivenditori», attraverso la quale «evitare che le famiglie si impoveriscano», racconta don Nicola De Blasio, che dirige l'organismo ecclesiale locale.


Bollino e finanza etici. Allora chi aderisce, merita sulla propria vetrina il logo ufficiale della campagna e un ' Bollino etico', ma anche un aiuto concreto: «Per i nostri eventi e le nostre iniziative ' dice don De Blasio ' chiederemo ai nostri sponsor di andare ad acquistare presso quei rivenditori, in modo che quanto perdono, realizzando un'azione educativa, possano magari recuperarlo attraverso azioni di finanza sostenibile ed etica». Del resto il tempo stringe e «anche i negozianti hanno capito che le ludopatie stanno diventando un problema sociale grosso per la nostra città», sottolinea il direttore della Caritas di Benevento.


Relazioni, non disperazione. Le idee per innescare circoli virtuosi stanno moltiplicandosi. «Cercheremo di aiutare chi aderisce alla campagna ' spiega don De Blasio ' anche con piccoli contributi, grazie al microcredito, per creare angoli nei loro esercizi nei quali si possano fare giochi di società, che permettano a questi luoghi di diventare di relazioni e d'incontro e non di disperazione».


Carta stampata. Per le edicole, poi, c'è un progetto preciso e inedito: «Avremmo voglia di spingere i più giovani, specie in età scolastica, a riprendere in mano la carta stampata e soprattutto a leggere», dice il prete. Così la Caritas beneventana acquisterà abbonamenti di quotidiani nelle edicole No slot e 'gratta e vinci', poi, «sempre nei loro locali, i giornali verranno gratuitamente messi a disposizione di giovani e studenti, in modo che fra questi chiunque voglia informarsi e leggere, possa farlo».




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